Sembrava lungo questo anno scolastico, eppure se ci voltiamo indietro Settembre ci appare lì, poco prima dell’altro ieri. E invece siamo a Giugno, arrivato all’improvviso dopo una primavera fredda e grigia come un autunno inoltrato.

Qualcuno avrà già una lista di compiti delle vacanze, una di libri, un quaderno da riempire di pensieri, conchiglie o biglietti di aerei e musei da raccogliere. Qualcuno li farà con entusiasmo, ogni giorno un pezzettino da aggiungere alla sequenza dei ricordi, altri si affretteranno nei primi giorni di settembre, con la fretta e la malinconia di un’estate che sta per finire.

Per rendere interessanti e utili per tutti, da qualche tempo, i compiti per le vacanze stanno cambiando: iniziano a lasciare spazio a una elaborazione personale e intima, al sentire come parte imprescindibile del capire, alla libertà di scoperta e esplorazione come vera espressione di una vacanza vissuta pienamente.

Anche per questo, in estate (e non solo) mi piace tanto lo scrapbook.

Ne avevo scritto lo scorso anno, proponendovi uno scrapbook creato in totale autonomia, frutto della fantasia e della curiosità di ognuno, (se vi va date un’occhiata qui https://dariatinagli.it/scrapbbook-larte-collezionare-ricordi/ ). In rete si trovano spunti di ogni tipo, e per realizzarlo basta un quaderno e qualche colore.

Quest’anno però vi propongo un’idea un po’ più strutturata, raccolta in questo libro/agenda: Appunti di viaggio, l’arte di fermare i ricordi, a cura di Pino Pace con le illustrazioni di Allegra Agliardi, edito da Lapis Edizioni.

E’ un libro da utilizzare a livelli diversi e età diverse, per sperimentare linguaggi e tecniche narrative seguendo gli esempi e le intuizioni di grandi autori come Queneau, Calvino, Perec, Munari e tanti altri.

Creare uno scrapbook è molto di più di un diario e di un libro di compiti per le vacanze.

Il tempo per iniziare a creare il proprio diario di bordo è tempo dedicato anche a se stessi, alla propria capacità di guardarsi intorno ma anche dentro, osservare e ascoltarsi, dandosi il tempo di elaborare l’esperienza fatta, e preparandosi prima di farla, pregustando quello che potrà essere e che sarà.

Uno scrapbook è imparare a conoscere i luoghi, a osservarli e raccontarli come parte della nostra vacanza e della propria storia, attraverso parole, fotografie, disegni, ma anche simboli e parole chiave. Anche per questo uno scrapbook è un allenamento continuo, non sempre evidente, non totalmente visibile o rappresentabile, ma costantemente acceso e capace di contaminare di idee e collegamenti possibili, riflessioni su di sé e sui luoghi visitati.

E’ un’opportunità di crescita attraverso la conoscenza di se stessi, dei propri gusti, dei propri desideri. E’ la possibilità di costruire, un pezzettino per volta, la propria identità attraverso l’esperienza, il viaggio, la conoscenza di luoghi e persone nuove, che portano con sé nuovi punti di vista, nuovi modi di essere e nuove opportunità.

E’ anche su basi come queste che potrà fondarsi e germogliare l’autostima, strettamente collegata alla propria storia, alla possibilità di conoscere e raccontare se stessi, in modo personale e originale.

 

Riferimenti Bibliografici:

Appunti di viaggio: l’arte di fermare ricordi, di Pino Pace e Allegra Agliardi, Lapis Edizioni