Sono stati presentati i dati della lettura e dell’editoria in Italia, emersi dalla ricerca dell’Osservatorio dell’Associazione Italiana Editori (AIE) sui consumi culturali, in collaborazione con Pepe Research.

Il problema centrale della lettura in Italia, resta la bassa percentuale dei lettori forti o abituali e le ripercussioni che questo dato ha poi sulla capacità di comprensione di testi ad ogni livello di scolarizzazione, basti pensare ai dati OCSE-PISA sulle competenze di comprensione dei testi e con quelli della lettura di libri dei ceti dirigenti e professionali (il 39% non legge alcun libro nel tempo libero) e dei laureati (25% di non lettori). Nel 2016 il numero di persone che dichiarano di aver letto almeno un libro non scolastico (con più di 6 anni) ha ripreso a calare, con un preoccupante – 3,1%. La lettura di libri è diminuita tra i lettori deboli e occasionali (-4%) e tra i lettori forti (più di 12 libri all’anno: -0,4%), tra le donne e tra i bambini e ragazzi (che leggono libri comunque più della media della popolazione).

Per il lettore carta e digitale sono diventati intercambiabili, a seconda delle occasioni e delle necessità del momento, con un fatturato in costante crescita dalla vendita di e-book e altri servizi inerenti i libri disponibili on-line. La libreria (a conduzione familiare o gestita da una catena) resta il luogo prediletto per l’acquisto di libri ad ogni età (dato totale di acquisto di libri in libreria 76%), mentre calano molto gli acquisti di libri presso la grande distribuzione (sia centri commerciali che edicole o cartolerie). Sembra quindi essere premiata la specializzazione nel settore del libro, sembra che il lettore tenda a rivolgersi a negozi dedicati alla divulgazione di libri che sappiano proporre varietà e qualità, il lettore non rinuncia alla professionalità e alla fiducia che un buon libraio sa garantire.

I dati raccolti ogni anno dall’AIE ci dicono anche alcune informazioni molto interessanti e ci fanno intuire le possibili aree da valorizzare e da non disperdere. I segni positivi sono registrati dalla narrativa (+1,4%) e dal settore bambini e ragazzi (+10,7%, esclusa la narrativa YA), mentre la saggistica generale segna un -7% e la saggistica pratica un -1,4%.

Lettori di «almeno un libro non scolastico nei 12 mesi precedenti» (2016)

  • 2-5 anni: 63,3%
  • 6-10 anni: 44,2%
  • 11-14 anni: 51,1%
  • 15-17 anni: 47,1%
  • 18-19 anni: 48,2%
  • Media Italia: 40,5%

 

Quasi 7 su 10, il 69% degli 0-13enni, apprezzano i libri più della media. L’82% degli 0-13enni, nei 12 mesi precedenti, ha sfogliato un albo illustrato, letto un libro di carta o tattile, un ebook, un audiolibro, usato un’app a contenuto editoriale.  Il 59% dei bambini 0-3 anni legge, o meglio manipola libri tattili, libri attivi, pop-up. La percentuale dei lettori sale al 92% tra i 4 e 6 anni, per poi iniziare lievemente a scendere: 91% tra 7 e 9, 88% tra i 10-14enni.

I bambini ricercano una prima autonomia nella lettura già tra i 4-6 anni (il 3%), ma è tra i 7-9 anni che l’indipendenza raggiunge il 33% fino a esplodere all’84% tra i 10-13enni. Quasi sei bambini su dieci (il 59%) legge i libri con gli adulti. La presenza dei genitori è ovviamente più forte soprattutto tra i più piccoli: tra 4-6 anni leggono insieme a un adulto quasi la totalità dei bambini (il 97%); percentuale che si riduce al 79% appena il bambino acquisisce le prime competenze alfabetiche e inizia a esercitare pienamente la sua autonomia tra i 7-9anni. Questo dato fa riflettere sulla necessità di non perdere l’abitudine di leggere ai ragazzi e con i ragazzi, la lettura condivisa è una parte essenziale della creazione di un’intimità, una fiducia, un terreno comune su cui lavorare (o semplicemente giocare). La lettura condivisa non è soltanto un veicolo per trasmettere informazioni e conoscenze che magari il bambino che non sa ancora leggere non è in grado di procurarsi da solo. La lettura è certo una conquista e un momento prezioso che il bambino può imparare a dedicarsi, magari in un luogo predisposto, una poltrona, un angolo lettura dedicato in camera, un rifugio, un momento di relax, ma può e dovrebbe restare anche quando si è più grandi, un’occasione di scambio con l’altro (genitore, fratello o amico), scambio di emozione, condivisione di punti di vista e modo di sentire.

E’ interessante notare come fino a 24 anni la lettura è un’attività importante nella vita di molti bambini e ragazzi, con percentuali molto alte, e dai 24 anni inizia costantemente a calare. E anche la percentuale più alta di chi ha letto almeno un libro nell’ultimo anno si trova tra i 15 e i 24 anni (87%) anche se risulta più basso il tempo dedicato alla lettura. Questo ci dice che forse, una volta terminato il ciclo di studio (università compresa) e entrati nel mondo del lavoro, il tempo e la voglia di leggere vengo sempre più inghiottiti da altro, probabilmente da un ritmo di lavoro sempre più intenso, dalla quotidianità famigliare, dalla routine di una vita da adulti. Questo potrebbe darci la spinta a rivedere almeno un po’ le nostre priorità quotidiane o semplicemente le nostre abitudini consolidate, e provare a sperimentare cosa succederebbe a introdurre una mezz’ora di lettura al giorno: un esperimento piccolo che se fatto con fiducia e una buona dose di curiosità, potrebbe portarci a nuove interessanti scoperte, su noi stessi e non solo.

 

 

 

Fonte: www.aie.it (associazione italiana editori)